Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie

Exhibit interattivi

Un oggetto che oscilla attaccato a un pezzo di corda, può essere descritto, spiegato, pensato, ma soprattutto può essere osservato e manipolato come un “pendolo”.

E’ un esempio minimo di exhibit ovvero di dispositivo, centrato su un modello materiale, finalizzato a far sorgere e confrontare pensieri attorno a un “oggetto cognitivo”.

Un exhibit richiede:

  • una logistica, una sede; nello specifico: tavolo e sedie, pannelli per affiggere cartelloni e appendere piccoli oggetti;
  • materiali, strumenti, attrezzature e oggetti sul tavolo;
  • una azione, determinata dagli studenti presentatori, che determini un cambiamento nei materiali (la disposizone, il loro stato, ..) e che possa essere osservata dallo studente visitatore/osservatore; tale azione può essere ripetuta/modificata dagli studenti che interagiscono;
  • uno “spiazzamento”, una domanda che viene proposta dallo studente presentatore;
  • una interazione tra le persone alla ricerca di risposte alla domanda;
  • una conclusione e una riflessione sul processo cognitivo di interlocuzione/interazione indagatore del modello e del tipo di cambiamento osservato negli oggetti/materiali presenti sul tavolo.

Un exhibit viene preparato attraverso:

  • esplorazione del campo cognitivo e delle risorse (la manipolazione del materiale, la ricerca e ricognizione delle informazioni, la messa a fuoco delle idee possono ciascuna stimolare e mettere a punto le altre in un processo circolare)
  • messa a fuoco precisa dell’“oggetto cognitivo” dell’exhibit  (fenomeno, idea scientifica…)
  • progettazione del dispositivo adeguato
  • costruzione della parte materiale dell’exhibit
  • stesura della “sceneggiatura” (che cosa fa l’animatore, se c’è, e che cosa viene chiesto di fare agli utenti…)
  • prove di “messa in scena” (per una messa a punto di tutto il dispositivo)

Un exhibit viene  messo in atto attraverso:

  • funzionamento della macchina o verificarsi del fenomeno;
  • comunicazioni di supporto (verbali, grafiche, multimediali…);
  • azioni dell’animatore e relative azioni degli utenti;
  • interazione volta alla costruzione di ipotesi di spiegazione.

Qui puoi vederne alcuni

VARIAZIONE IN TEMA: SEZIONE WEB-MULTIMEDIA
Un exhibit può essere predisposto modificando la natura dei materiali e la struttura/procedura della messinscena.
Un exhibit web-multimediale è realizzato con materiali e messinscena digitali nei più diversi formati (video, animazioni, programmi..) prodotti-con e mostrati-mediante PC e/o dispositivi mobili, videoproiettori, robot, diffusori sonori.
L’exhibit web-multimediale ripropone in modalità simulazione digitale il modello exhibit in termini di azione-cambiamento-spiazzamento-domanda-interazione.

VALORE EDUCATIVO DELL’EXHIBIT
L’implicazione di un exhibit, per cui qualcuno/qualcosa possa attivare la conoscenza (scientifica) relativa a un oggetto da parte di un soggetto, consente di riflettere su più livelli per individuare le valenze pedagogico-didattiche dell’exhibit.
Livello 0: l’insegnante nei panni dell’animatore mette in azione/prepara un exhibit per attivare la conoscenza scientifica dei suoi allievi.
Per passare al “livello 1” interviene l’idea pedagogica che chi attiva la conoscenza altrui su un oggetto impara di più (meglio) su quell’oggetto. La proposta di Scienza under18 è quella di mettere gli studenti nei panni di “realizzatori di exhibit”. Ecco allora il
Livello 1: l’insegnante, per attivare la conoscenza degli allievi, li investe del ruolo di “realizzatori di exhibit” e di “animatori scientifici”, consapevole di tutto quello che comporta (vedi sopra).

Salva

Salva

Salva